POTREBBE SUCCEDERE (o è successo) OVUNQUE...

Pubblicata il 29-05-2014

Siamo a Fonte Laurentina, quartiere molto signorile alle porte di Roma.
Con un'email inviata a tutti i condomini il professor Di Branco ha lanciato il primo allarme: “Ieri notte alle 23 sono passato davanti ai secchioni dell'umido e ho notato una busta di plastica a terra. L'ho controllata: era piena di bottiglie di vetro. Potrebbe averla lasciata qualcuno del palazzo di fronte”.
L'idea che gli abitanti di un altro stabile vengano a gettare la loro spazzatura in trasferta ha subito scatenato l'anima del combattente che è nascosta in ogni condomino.
“È chiaro, quelli non hanno voglia di arrivare alla campana del vetro in fondo alla strada. Tanto poi la multa la fanno a noi” ha commentato sarcastica la signora Errante, della scala C. Dall'ultimo piano il dottor Ferrante ha proposto un'azione ritorsiva: “Restituiamogli le loro buste, lasciamole davanti al loro portone”. Il ragionier Azzarelli, più pragmaticamente, ha suggerito di spostare i cassonetti in un'area interna dove non hanno accesso gli estranei.
Ed è qui che il dibattito si è incattivito: la collocazione dei bidoni era già stata oggetto di una virulenta assemblea condominiale, ora riaprire la discussione è come mettere del sale su una ferita che non si è mai rimarginata. Gli appartamenti che affacciano sulla strada vorrebbero trasferire i bidoni puzzolenti nei giardini interni, ma l'ipotesi viene bocciata dagli altri inquilini che così se li ritroverebbero sotto le loro finestre.
Finché a spargere il seme dell'odio è arrivata una nuova email, inviata dal severo e temuto colonnello Elisei: “Ieri sera ho visto una persona che buttava bottiglie nel secchio dell'umido: non veniva da fuori, era uno del palazzo”. La caccia al criminale è partita. Ogni notte almeno un paio di condomini, invece di andare a letto, si rimettono le scarpe ed escono di casa per fare la ronda della monnezza. Prima o poi lo coglieranno in flagrante, il mascalzone.

pietro.piovani@ilmessaggero.it

Detto del giorno:
"I miei vicini fanno la differenziata. Nel senso che gettano l'immondizia in bidoni differenti da quelli in cui dovrebbe andare".


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